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sabato 18 maggio 2013

Con quella faccia un po' cosà

La nostra faccia ce la scegliamo, ogni giorno, questo è un fatto: altrimenti non si vedrebbero le enormi differenze tra quando siamo stanchi o arrabbiati o felici o indifferenti e quando, per esempio, siamo perfetti per la presentazione in società: pelle liscia, grandi occhi, grandi sorrisi, orecchie bene aperte, schiena dritta, eccetera eccetera.
Allora io dico ai partecipanti del laboratorio Cjacis / Mestoli che possono scegliere anche la faccia del loro burattino, come piace a loro, mantenendo la regola del viso umano: due occhi, un naso, una bocca.


Lavoro in classe

Che si fa esattamente in un laboratorio di teatro, in classe, per quattro cinque lezioni da 1.30' cad., con venti/ventiquattro bambini?
Si possono fare tantissime cose, e tantissime NON si possono fare.
Tra le cose possibili (e davvero forti) che cerco di fare è lasciare che i bambini pensino da bambini, creino da bambini, immaginino e realizzino teatro che vada bene a loro.
Poi cerco di elaborare con loro una forma che vada bene a più persone possibili.





martedì 17 aprile 2012

Cjacis a Sclûse - Chiusaforte




Se fossi un fotografo, riuscirei a catturare l'aura di pazza malinconia e contemporanea gaiezza che possiedono questi burattini (pipins) fatti dagli scolari della scuola di Chiusaforte (Sclûse).
Certi sembrano vecchie megere ingoiellate, altri invece sembrano imperfetti e dignitosi signori pronti per il sabato sera. Un bambino ha fatto anche un ciclope monocolo e vivaddio i bambini di colore fanno i burattini NERI!
Mi fa ridere la ricerca di conformismo nel più totale caos di forme e colori, come dire: ok ragazzi siamo d'accordo: tutti spettinatamente ordinati.

venerdì 22 aprile 2011

Copertine di libri




Per le scuole medie di Castions, Mortegliano e Basiliano (committente il Progetto Integrato Cultura di Codroipo e l'ERT Teatroescuola) sto curando il progetto di lettura ad alta voce "Bibliostaffetta".
Il primo incontro è dedicato ai libri, sul come scegliere un libro invece di un altro, come orientarsi senza annegare nell'offerta strabiliante di titoli e copertine dell'industria e dell'artigianato editoriale.
Proprio a questo riguardo è interessante sapere quali sono i meccanismi, complessi eppure quasi automatici, che le persone mettono in atto quando devono scegliere un libro.
Ai miei partecipanti spiego che raramente un titolo viene scelto dall'autore, e praticamente mai l'autore può decidere la copertina (Umberto Eco potrà, insieme a pochi altri).
In questo periodo sto leggendo i libri di Vera Birkenbihl, ottima autrice di libri sul linguaggio corporeo e sui meccanismi inconsci per cui ricerchiamo il piacere e la soddisfazione, anziché la frustrazione.
Bene: a questa ottima autrice hanno assicurato le più brutte copertine che io abbia visto da molto tempo, e dei titoli che la avvicinano pericolosamente ai manuali di felicità in 24/48 ore, da leggere magari in treno o in stazione.
Quei libri da leggere così, mentre si aspetta di fare le cose serie della vita.