Cussì la vin fate :-)
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lunedì 5 settembre 2022
sabato 18 maggio 2013
Con quella faccia un po' cosà
La nostra faccia ce la scegliamo, ogni giorno, questo è un fatto: altrimenti non si vedrebbero le enormi differenze tra quando siamo stanchi o arrabbiati o felici o indifferenti e quando, per esempio, siamo perfetti per la presentazione in società: pelle liscia, grandi occhi, grandi sorrisi, orecchie bene aperte, schiena dritta, eccetera eccetera.
Allora io dico ai partecipanti del laboratorio Cjacis / Mestoli che possono scegliere anche la faccia del loro burattino, come piace a loro, mantenendo la regola del viso umano: due occhi, un naso, una bocca.
Allora io dico ai partecipanti del laboratorio Cjacis / Mestoli che possono scegliere anche la faccia del loro burattino, come piace a loro, mantenendo la regola del viso umano: due occhi, un naso, una bocca.
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mercoledì 9 gennaio 2013
la Compagnia dei Celestini
NON è vero, perché son tutti piuttosto pallidini, burattinaio compreso. Ma come idea ci può stare. Più li guardo e più penso: quante storie avete da raccontare! Bravi lo scultore, e la sarta, e Aurora che li ha rinfrescati!
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venerdì 28 dicembre 2012
Everyday I write the script
As Mike Watt would say: wrote in several days, using Libreoffice, Ubuntu, Travelling_Tipewriter font, all open source programs
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venerdì 18 maggio 2012
Sclûse - Chiusaforte, terminus
A Chiusaforte, in una giornata dalla luce lunare, con una minima vicina ai 5 gradi, abbiamo completato il laboratorio Cjacis - Mestoli, con le due pluriclassi della scuola primaria.
I bambini mi hanno presentato le storie che avevano svolto in autonimia, inventandole loro oppure facendosi aiutare dalle insegnanti. C'erano anche delle storie, quasi una saga, in inglese.
Poco in friulano, nel senso che nessun bambini ha sentito la necessità di produrre teatro e storie in friulano, con i burattini, in un contesto dove il plurilinguismo è la norma, dove quasi tutti parlano friulano a casa, fra amici, fra parenti. Evidentemente i loro bambini non sono considerati parenti, oppure sono parenti troppo speciali, cui parlare italiano, sennò li si incasina.
Il risultato è, di solito: ti vezzeggio in italiano, così vieni su cittadino del mondo,
ti cazzio in friulano come hanno fatto i miei con me (che non sono cittadino del mondo, anche se navigo su internet, viaggio appena posso, ho lo smartphone e possiedo macchine giapponesi).
Il risultato è che l'italiano è la lingua cui sfuggire le reprimende, l'inglese è la lingua del futuro (ies, du iu nou tat cassol, it is a stori vit gosts, vat scari!) e il friulano la lingua del passato, anzi, la lingua di serie B, per gli sfigati che non sanno altro, e la lingua delle arrabbiature.
Andiamo avanti così, facciamoci del male.
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mercoledì 12 gennaio 2011
Neveade
Insieme a Federico Scridel abbiamo raccontato questa bella storia natalizia (ma io, che sono tardo, l'ho scoperto davvero alla fine che la storia era di Natale: invece Federico ha detto, mentre gliela raccontavo: "Beh, si capisce subito che alla fine arriverà la Stella").
La storia l'ha scritta e magnificamente illustrata Emanuele Bertossi, scrite subite in lenghe, podopo voltade. Cussì mi pâr, a leile: no è la stesse robe scrivi par furlan, e voltà in talian. A reste chel savôr che une storie scrite in talian no à. And'à âtris.
Storia scritta in friulano e successivamente tradotta anche in italiano (non dall'autore, e si sente).
Editori Circolo culturale Menocchio (la classe non è acqua e nemmeno neve).
giovedì 14 ottobre 2010
pipins in sedean city

En attedant le pipinotâr!
Pipins fats te scuele di Sedean city, 2010. And MichelePolo says:"ogni volte che i cjali lis fotografîs di pipins, a mi ven di ridi. I pensi che ae fin a son simpatics e a scugnin spetanus nô, a dai vite, vôs, robis di dì e di fà. Cence di nò a podin dome spietà". en attedant le pipinotâr
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