mercoledì 23 settembre 2026

Caro Vittorio

 Caro Vittorio Podrecca, ti ho scoperto dieci anni fa, quando a Cividale del Friuli aprirono il meraviglioso Museo. Non riuscivo a crederci, a tanta bellezza e a tanto teatro. Poi lo stesso comune che lo ha aperto, ha chiuso il Museo (per lavori, eh mica per sempre).


 

Così sono andato a Trieste, al Teatro stabile della mia regione. E lì ho iniziato ad imparare a muovere le tue marionette, caro Vittorio. Chi lo sa se sono sempre quelle, delle tue 1500 e passa marionette. Ma sono della tua scuola. 

A Trieste sono diventato un marionettista di professione, assieme a maestri e colleghi (giovani, beati loro).

Benissimo.  

Felicità

 Mi sono accorto che concludere una scrittura mi dà una grande felicità. Una grandissima felicità, vedere su pagina qualcosa che è stato immaginato per aria, per anima e per occhi. Immaginare è bello ma poi mi dimentico, mi sfugge, ci sfugge via e chi lo ritrova più. Immaginare moltissimo significa anche perdere moltissimo, se non lo fermi in qualche modo, in qualche maniera. 

 5 minûts e i torni, parziale

Questa maniera è very much time consuming, cioè occorre un sacco di tempo per scrivere, e riscrivere, e riscrivere, e correggere e controllare, verificare. Che scoperta, dirà la scrittrice: è il nostro lavoro. Bello, dico io.

Non bastasse, mi considero un nerd, un purista Linux, quindi scrivo in Markdown, e stampo con LaTeX che è un motore veramente nerd (è la prima volta che facio questo en plein ).