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martedì 25 giugno 2013

Bibliostaffetta 2013, festa conclusiva II

Bibliostaffetta 2013, festa conclusiva II

Come ho raccontato alla conferenza stampa di Teatroescuola 2013/14, hannus horribilis n.3, metti chiunque in mezzo ad una bella situazione e quasi sicuramente se ne accorgerà da solo, e ne trarrà profitto (cioè educazione cioè cultura).

La situazione di partenza è: ragazzi delle scuole medie che fanno un laboratorio di lettura ad alta voce. Potenzialmente un incubo.

Situazione finale: meraviglioso spiazzo davanti ad un meraviglioso edificio (la biblioteca di Codroipo), cinque classi di due scuole medie diverse, che non si conoscono fra loro, e che leggeranno ad alta voce pezzi di libri (scelti da Chiara Carminati). Un gruppo di ragazzi mi si avvicina, libri alla mano, mi guardano e chiedono: "Beh? Possiamo iniziare!?"

"Sì, iniziamo".



(foto di Lorenza Venica, organizzazione Damatrà)

sabato 18 maggio 2013

Lavoro in classe

Che si fa esattamente in un laboratorio di teatro, in classe, per quattro cinque lezioni da 1.30' cad., con venti/ventiquattro bambini?
Si possono fare tantissime cose, e tantissime NON si possono fare.
Tra le cose possibili (e davvero forti) che cerco di fare è lasciare che i bambini pensino da bambini, creino da bambini, immaginino e realizzino teatro che vada bene a loro.
Poi cerco di elaborare con loro una forma che vada bene a più persone possibili.





mercoledì 8 maggio 2013

Bibliostaffetta 2013, festa conclusiva

Bibliostaffetta 2013, festa conclusiva, nella splendida cornice della biblioteca di Codroipo (codroipo biblioteca i love u).



Ha anche piovuto un momento, e i ragazzi di sedegliano e varmo non hanno battutto ciglio: impegnati ad ascoltare o a leggere.
Degno degnissimo finale di un bel progetto, quest'anno abbiamo anche incontrato Biblioteca vivente di Damatrà. Very wonderful
(Foto di Lorenza Venica, faccia e dito puntato di michelepolo)

giovedì 14 febbraio 2013

Familie Flöz


Con Infinita ho completato il "mese Familie Flöz".
Completato nel senso che sono steso, innamorato e inciussît.
Che fortuna  averli visti.

giovedì 17 gennaio 2013

Maschere, non burattini

Visto a Cividale (grazie ERT!). Rivisto a Zoppola. Rigrazie ERT!
Strepitoso. La seconda voglia che l'ho visto era anche meglio, perché non era affatto la copia carbone del giorno prima. Più che strepitoso.






La moretta vestita di rosso e nero, maschera capace di comunicare un mondo con la camminata, la maniera di voltarsi, i colpi di maschera, le spalle, il respiro.
Come le altre.

Familie Floz
www.floez.net/

venerdì 18 maggio 2012

Sclûse - Chiusaforte, terminus






A Chiusaforte, in una giornata dalla luce lunare, con una minima vicina ai 5 gradi, abbiamo completato il laboratorio Cjacis - Mestoli, con le due pluriclassi della scuola primaria.

I bambini mi hanno presentato le storie che avevano svolto in autonimia, inventandole loro oppure facendosi aiutare dalle insegnanti. C'erano anche delle storie, quasi una saga, in inglese.

Poco in friulano, nel senso che nessun bambini ha sentito la necessità di produrre teatro e storie in friulano, con i burattini, in un contesto dove il plurilinguismo è la norma, dove quasi tutti parlano friulano a casa, fra amici, fra parenti. Evidentemente i loro bambini non sono considerati parenti, oppure sono parenti troppo speciali, cui parlare italiano, sennò li si incasina.

Il risultato è, di solito: ti vezzeggio in italiano, così vieni su cittadino del mondo,
ti cazzio in friulano come hanno fatto i miei con me (che non sono cittadino del mondo, anche se navigo su internet, viaggio appena posso, ho lo smartphone e possiedo macchine giapponesi).

Il risultato è che l'italiano è la lingua cui sfuggire le reprimende, l'inglese è la lingua del futuro (ies, du iu nou tat cassol, it is a stori vit gosts, vat scari!) e il friulano la lingua del passato, anzi, la lingua di serie B, per gli sfigati che non sanno altro, e la lingua delle arrabbiature.

Andiamo avanti così, facciamoci del male.

Faedis, Lis storiis di Toni e PS1 / WII






Nella bellissima cornice di Porzûs, sopra Faedis ed Attimis, in un prato meraviglioso e freddissimo abbiamo presentato la lettura teatrale delle storie scritte dai ragazzi delle due sezioni di prima media della scuola di faedis. Storie scritte in furlan insieme a Raffaelle Gelostellato Serafini.

É stato contemporaneamente un mistero e una meraviglia, cose che solo dei ragazzi delle medie riescono a fare. Mistero perché tante cose non si capivano proprio, meraviglia perché io li ho lasciati fare, e loro hanno fatto, da soli, senza nessuna stampella adulta e/o professionale. Bravi!

Bravi anche perché in soli tre incontri con me sono riusciti a confezionare una lettura scenica di quasi quaranta minuti, all'aperto, con anche l'uso di microfoni, con un pubblico itinerante, in marilenghe (che è madrelingua di una minoranza di loro).

Ma Faedis è una garanzia educativa, se posso dire.

TDV 2012






Si è concluso il progetto Teatro di Voci 2012 con un bellissimo e divertentissimo spettacolo al teatro comunale di Cormons, dove un centinaio (gasp!) di bambini hanno cantato recitato e raccontato una storia dei fratelli Grimm, I tre capelli d'oro del diavolo, nella sua attualizzazione di Roberto Piumini, con le musiche di un bravissimo Andrea Basevi, capace di scrivere musiche orecchiabili mai banali, riuscendo sempre a mettere dentro una fiaba, una storia, un racconto un momento saudade in cui si canta la perdita di qualcosa, in cui si affronta, almeno un poco, la morte. Ci vuole coraggio e bravura!

venerdì 22 aprile 2011

Copertine di libri




Per le scuole medie di Castions, Mortegliano e Basiliano (committente il Progetto Integrato Cultura di Codroipo e l'ERT Teatroescuola) sto curando il progetto di lettura ad alta voce "Bibliostaffetta".
Il primo incontro è dedicato ai libri, sul come scegliere un libro invece di un altro, come orientarsi senza annegare nell'offerta strabiliante di titoli e copertine dell'industria e dell'artigianato editoriale.
Proprio a questo riguardo è interessante sapere quali sono i meccanismi, complessi eppure quasi automatici, che le persone mettono in atto quando devono scegliere un libro.
Ai miei partecipanti spiego che raramente un titolo viene scelto dall'autore, e praticamente mai l'autore può decidere la copertina (Umberto Eco potrà, insieme a pochi altri).
In questo periodo sto leggendo i libri di Vera Birkenbihl, ottima autrice di libri sul linguaggio corporeo e sui meccanismi inconsci per cui ricerchiamo il piacere e la soddisfazione, anziché la frustrazione.
Bene: a questa ottima autrice hanno assicurato le più brutte copertine che io abbia visto da molto tempo, e dei titoli che la avvicinano pericolosamente ai manuali di felicità in 24/48 ore, da leggere magari in treno o in stazione.
Quei libri da leggere così, mentre si aspetta di fare le cose serie della vita.